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Una Vita in Perdita

Data: 24/04/2019 - Ora: 11:14
Categoria: Cultura

una vita in perdita

Poesie preghiere per una bella contemplazione

Il linguaggio divino

Si impara a conoscere il linguaggio di Dio, solo vivendo con LUI in relazione. Dio non usa umane parole, ma abbraccia tutto il nostro essere, se a LUI ci abbandoniamo.

Il sussulto del nostro cuore

che desidera Dio, nasce dal suo Spirito che, nell’Amore , ci unisce all’Infinito, in intima, fraterna comunione.

Convertiamoci all’Amore

Prima di servire l’uomo, convertiamoci all’Amore di Dio, che, dilatandoci nel cuore il desiderio di servirLo, ci guida, sollecito, verso l’infinito Bene.

La spogliazione

Il mistero dell’umana redenzione coinvolge nell’Amore oblativo l’Uno e Trino Signore: mentre, infatti Gesù si consegna ai suoi crocifissori, il Padre vedendo morire il Figlio, si sente trafiggere il cuore; allo stesso modo soffre il Santo Spirito, ferito dall’eccesso del dono d’Amore.

In Dio

L’Amore che il cielo non può contenere ha preso carne per riscattarci dalla condizione servile. L’offerta di Gesù rende noi peccatori, figli di Dio e, con l’Unigenito, eredi.

Eccomi

Nel cuore nostro lo Spirito invoca, di continuo, "Abbà – Papà" e Dio , che non si fa attendere, risponde prontamente "Eccomi figlio".

Il fosso

L’umana fragilità se umilmente accolta scava nel nostro intimo come un fosso, che Dio riempie del dono della sua misericordia, che noi dovremmo offrire generosamente al nostro prossimo.

Gesù ci offre l’Abbà

Prima di donare sé stesso sulla Croce, Gesù ha voluto condividere con gli uomini la relazione con l’Abbà, suo Padre, che il divino Spirito ci aiuta ad invocare, con cuore amante.

Per rivelarci la sua Paternità

Il Signore Dio, Abbà, per rivelarci che LUI ci ama come Padre, ha voluto che Gesù, Suo Figlio, ci trasmettesse il Padre nostro con cui invocarlo, con cuore filiale.

Le chiese sono divenute eremi

Abbiamo abbandonato Dio e siamo sempre più incapaci di amare. Le chiese solitarie sembrano eremi, dal lunedì al sabato. Pochi cristiani ormai ricordano che Gesù Cristo si è fatto Pane perché gli uomini, grazie all’Eucaristia, non restino mai soli.

Un’eco dell’indifferenza.

L’abbandono di cui molti tra noi oggi soffrono, pur se per età e condizioni economiche diverse, è solo un’eco dell’indifferenza con cui ci relazioniamo con Dio, che, in Gesù – Eucaristia continua ad abitare presso le nostre case.

Dio è comunione

A quanti si domandano "dove incontrare Dio " osiamo suggerire umilmente che l’Eterno è presente nelle relazioni umane vere: per sua natura è comunione, LUI, che è Trinità da sempre.

Lo condanniamo

Le braccia del Cristo restano inchiodate sul legno per attestare che la nostra redenzione continua ancora: in Dio e nel dolore, cristianamente sofferto. Quando ci chiudiamo alla vita di relazione invece condanniamo la Trinità a una nuova Passione.

"Vengo"

Desidero rispondere "Vengo" al posto di ogni uomo che ignora, indifferente, la chiamata di Dio che, amandolo, lo attende.

Il ricco

Chi è economicamente ricco deve saper discernere i beni che Dio gli ha destinato per vivere, da quelli che, invece, gli ha semplicemente affidato da amministrare, a vantaggio dei poveri.

Bellezza sempre nuova

Chi prega continua a compiere, ogni giorno, una parte del cammino che lo separa dalla luce dei Beati. Questi, in cielo, senza stancarsi, amano Dio, bellezza sempre nuova e dalla sua Carità si lasciano abitare.

Simile a un treno

Il tempo trascorre rapido, simile a un treno veloce, che attraversando il buio della notte del dolore, va incontro al Giorno eterno, già presente in ogni alba che nasce.

La pienezza dell’uomo

L’uomo, più o meno consciamente, cerca la sua pienezza in Dio, che lo abita, per trasformarne la fragilità e il limite in bisogno di misericordia fraterna.

Tu invece

Come potremmo, Signore, non umiliarci, considerando le numerose volte in cui, nella nostra vita, ti abbiamo preferito un volgare Barabba? Tu, invece, continui a perdonarci e, per nostro amore, a immolarti come vittima d’espiazione.


La perdita affettiva

La solitudine silenziosa che il nostro cuore patisce per la perdita di una persona cara può renderlo il giardino che Gesù risorto sceglie per trapiantarvi il suo Eden.

Fin da oggi beato

Possiamo contemplare nel povero, l’uomo che tu, Signore, hai creato; egli già da oggi è beato, perché rimane simile a Gesù, l’unico modello umano cui ti sei ispirato.

L’abbraccio trinitario

Dio conduce l’orante nel cuore della vita trinitaria, apice di ogni bella relazione, luogo in cui tempo ed eternità si incontrano e Gesù, sulla Croce, continua a salvarci.

La salvezza non è uno spazio

vuoto in cui qualcuno ci trascina all’improvviso, ma è il Natale di Dio che si fa nostro prossimo e che morendo sulla Croce riscalda il cuore di chi soffre, infreddolito dal peccato.

La fede è la certezza

di essere in Dio, senza più temerne l’abbandono perché LUI vive in noi né mai vuole allontanarsene.

Lo Spirito Santo, nostra vera vita,

fin dal Battesimo ci abilita a contemplare, nell’intimità di Dio i segreti del suo cuore, desideroso di avere per sé gli uomini, fin dal principio.

"Vieni, Signore"

Le tenebre notturne in cui si compie il mistero del Natale di Gesù, che viene al mondo, richiamano l’oscurità profonda in cui si dipana la storia degli uomini, nella quale imploriamo con fede "Vieni, Signore, a illuminarci".

Viene ancora l’Emanuele

Chi prega è come luce che, nella notte del mondo, orienta l’uomo verso il Signore. Viene ancora l’Emanuele tra noi: lo annuncia ogni nuova vita che allieta il presente della storia.

L’ invito di Dio

E’ riduttivo e non autentico pensare all’umana redenzione, come a evento irripetibile quando invece Dio, perpetuando la sua Croce, ci invita a convertirci continuamente, ma noi purtroppo ci chiudiamo alla Sua voce.

Il dardo d’amore

Il cristiano è un dardo d’amore che Dio scaglia dal cielo sulla terra degli uomini perché questi imparino a incontrarlo presente in ogni cuore e nella creazione.

Come fonte d’amore

Gli occhi del cuore riescono a vedere oltre ciò che appare; contemplano Dio come fonte d’amore, presente nel pane eucaristico e nell’uomo che desidera il Bene.

Pallida immagine

Il sole e la luna che attraggono gli oceani, dando origine alle maree, ci offrono solo una pallida immagine dell’azione dello Spirito che incinge il nostro cuore perché possiamo generare ancora Gesù Cristo, nel nostro tempo.

Lo guarisce

Sceglie il silenzio ogni uomo che, soffrendo l’abbandono umano, va incontro alla Parola di Gesù che, nel profondo del cuore, lo guarisce.

Le meravigliose immagini

Nelle bellezze della creazione, nei frutti che le umane relazioni generano, riconosciamo le immagini delle meravigliose opere che lo Spirito compie nell’umanità credente.

Se usassimo gli occhi del cuore

Un vero fraterno amore ci legherebbe agli uomini se usassimo gli occhi del cuore. Riconosceremmo infatti, allora, presente negli altri quel Dio che ci affanniamo a cercare, inutilmente, in un iperuranio solo immaginario.

Quando finalmente ci guarderemo nel profondo del cuore

incontreremo Dio che ci tiene a sé stretti in un abbraccio forte, desideroso di insegnarci ad amare a modo suo: perdonando cioè gratuitamente.

L’uomo è un mistero inspiegabile al suo esterno;

se, invece, lo scrutiamo profondamente, ci è dato di incontrare in lui Dio, l’Essere che noi, come specchio, siamo chiamati a rendere visibile. O, se più ci piace: come i pianeti di un immenso sistema solare ruotiamo intorno a Dio, l’unica stella , capace di scaldarci, nella sua luce.

Sarebbe bello poter conoscere

chi fa sorridere un piccolino che finalmente dorme, dopo che da sveglio, ha continuato a piangere.

Solo i bambini piccoli

ai nostri giorni, guardano estasiati il creato che li circonda, mentre noi adulti proviamo noia anche di fronte a spettacoli naturali meravigliosi, incapaci di gratitudine verso chi ce li dona.

Il mistero eucaristico

Il dono chiede la consegna dell’uomo totale: il mistero è troppo grande perché, sia pure per un attimo, ce ne possiamo distaccare.

I misteri della gioia

diventano vita in noi:

I? L’Annunciazione:
viene Gesù ad abitare la "tua vita , , te lo annuncia il mistero della sua Incarnazione nel grembo della Vergine Maria.

II? Maria visita Elisabetta:
anche tu corri ad annunciare che Gesù viene agli amici e ai parenti, bisognosi di sapere che Dio abita ogni uomo, e che nell’altro si fa anche loro prossimo.

III? Gesù nasce a Betlemme:
fatti grotta semplice, povera, capace di accogliere Gesù, piccolo, escluso, rifiutato dal mondo.

IV? Gesù è presentato al tempio:
vivi nei giorni la tua offerta come fece il vecchio Simeone e conserva in te l’annuncio, fatto a Maria, la Madre: anche a te la spada - fede quotidiana - trapasserà il cuore.

?? Gesù viene smarrito e ritrovato nel tempio:
quando ti sembrerà di avere smarrito Gesù, tra la gente, cercalo! Ogni volta che ascolterai la sua Parola, Egli ti chiederà di reincarnarLo, per vivere in te, accanto agli uomini.

Dio ci abita

Riscalda il cuore la certezza che Dio ci abita, nel profondo, da sempre e continuerà a vivere in noi, come Amore, oltre i nostri giorni, eternamente.

L’appuntamento

Mi è capitato di sentirmi chiedere "Se arrivi prima, tienimi un posto vicino a te,. Oggi un’amica, a sorpresa, mi ha detto: "Ricorda, è un patto tra noi due: chi va in Cielo, precedendo l’altra, tiene occupato lo scranno accanto a sé ,.

Mentre attendiamo

Fatti per Te, Signore, mentre attendiamo che tu ti riveli, ci domandiamo a quale dei nostri volti più somiglierà il tuo . Intanto si dimezza il tempo dell’attesa.

Il Padre nostro…

è il vissuto di Gesù Signore che ci trasmette la sua esperienza filiale. Non è infatti una preghiera che nasce a fior di labbra, ma è il frutto dell’adesione profonda del Figlio Amato al Padre Amante.

Non bastano le parole

Non ci sono parole che sappiano esprimere il dono di Dio che continua a ricreare, nell’uomo redento, il volto di Gesù, il Figlio prediletto.

Se guardo a Te, mio Dio,

ho il cuore che canta di gioia perché il tuo Amore mi spinge a sperare.
Se invece fisso la mia miseria innata, provo il terrore di non potermi salvare e grande nasce, in me, la tristezza.

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