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Data: 27/03/2026 - Ora: 10:50
Categoria:
Cultura
Domenica 29 marzo Domenica delle Palme
Con questa domenica ha inizio la settimana Santa, durante la quale il Vangelo ci preparerà, con l’annuncio che Gesù ne farà ai Suoi, alla Sua Passione e Morte, suscitando fra loro grande sconcerto. Anche perché il Nazareno non terrà nascosto che sarà uno di loro a tradirLo. Oggi sarà San Matteo a narrarci la Passione del Signore, della quale enucleeremo i momenti cruciali, cercando di comprenderne l’intensità, nel desiderio di memorizzarli perché abbiano valore per la nostra vita cristiana, da convertire...
Gesù viene arrestato nell’orto degli ulivi, dove si era recato con i Suoi, dopo l’ultima cena. Giuda Iscariota, come era stato
convenuto con il Sinedrio, è a capo del gruppo armato e bacia il Maestro.
La soldataglia, accompagnata da gran folla, viene contro di LUI, come fosse un facinoroso di cui disfarsi.
Di ciò il Signore si lamenta: "Siete usciti come contro un brigante...Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare.
Ma questo è avvenuto perchè si adempissero le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
Gesù viene portato dal sommo sacerdote, Caifa. Il Sinedrio cercava intanto, invano, testimonianze contro Gesù...finalmente si
presentarono due che dissero: "Ha dichiarato – Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni -".
- Sei Tu il Cristo, il Figlio di Dio? – Gli domandò Caifa. – Tu l’hai detto – gli rispose Gesù.
E il sommo sacerdote disse : "Ha bestemmiato".
E i presenti risposero : - E’ reo di morte - .
Lo derisero, gli sputarono in faccia, lo schiaffeggiarono e bastonarono...quindi, schernendolo, dicevano: "Chi ti ha percosso?
Indovina!" Intanto Pietro, per ben tre volte, negò di essere dei Suoi, mentre si scaldava al fuoco con altri.
Quindi il gallo cantò, come Gesù aveva predetto all’Apostolo, che, con arroganza, aveva dichiarato, poco prima, che Lo
avrebbe seguito ovunque.
Al mattino, in catene, condussero il Nazareno dal governatore, Pilato, che lo interrogò:
"Sei tu il Re dei giudei?" Gesù rispose: "Tu lo dici".
Molte accuse furono portate contro di LUI a Pilato...ma Gesù non si discolpò...tacque.
Pilato, convinto dell’innocenza del Nazareno, tentò di salvarLo proponendo alla folla di scegliere, fra Gesù e Barabba
chi volevano fosse liberato. Scelsero, per istigazione dei sommi sacerdoti, che fosse rilasciato Barabba, mentre chiesero
che Gesù fosse crocifisso.
Il governatore, spaventato dal tumulto popolare, Lo fece prima flagellare, quindi Lo consegnò ai soldati perché fosse
crocifisso.
I soldati Lo schernirono nel pretorio, quindi, croce in spalla,
Lo condussero sulla via del Calvario.
Perchè non morisse di fatica, per via, stremato com’era, costrinsero un uomo di Cirene a portare la pesantissima Croce.
Giunti sul Golgota, Lo crocifissero tra due ladroni.
Disse: "Ho sete" e Gli dettero da bere vino e fiele. Li rifiutò.
Al di sopra del Suo capo sulla Croce fu posta la motivazione della Sua condanna "Questi è Gesù il Re dei giudei".
I molti spettatori Lo insultavano, Lo schernivano: "Se sei il Figlio di Dio Scendi dalla Croce. Hai salvato altri, salva te
stesso."
Da mezzogiorno alle tre si fece buoio sulla terra. Ci fu un violento terremoto, molti morti uscirono dalle tombe.
Alle tre Gesù gridò a gran voce:"Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?"Quindi, emesso un alto grido, spirò (=
consegnò il Suo Spirito).
Il centurione e coloro che facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quanto accadeva, dissero: "Davvero Costui
era Figlio di Dio".
Giuseppe d’Arimatea ottenne il Suo Corpo, Lo avvolse in un candido lenzuolo e Lo depose in una tomba nuova, scavata nella
roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Restarono lì, davanti, Maria di Magdala e l’altra Maria (madre di Giacomo e di Giuseppe).
Aiutati dalla Passione di Gesù, analizziamo, durante questa Quaresima, noi stessi, abbandonando "la maschera"
dell’impeccabilità che ci è familiare. Ci sono colpe di cui ci sentiamo responsabili perché individuali; più difficile è per noi
accusarci dei peccati comunitari, sociali. E di questi vogliamo soprattutto prendere ora coscienza.
Diveniamo corresponsabili dei supplizi subiti dal Signore,
1) allorchè facciamo prevalere, nelle nostre scelte, l’ipocrisia, la menzogna, la vigliaccheria nei confronti dei "deboli" ( come
ha fatto Giuda ) e ci riveliamo presuntuosi ( come Pietro ) - Ti seguirò ovunque – questi dice a Gesù, ma presto Lo rinnega , per
paura, rivelandosi bugiardo;
2) quando ci alleiamo con il più forte per "condannare" chi è solo, fragile...( come la folla che accoglie la condanna di Gesù,
influenzata dal giudizio del sommo sacerdote, Caifa, che Lo ritiene "un bestemmiatore");
3) quando, come Pilato, per conservare "il ruolo" che ci pone in vista, ci adeguiamo alle richieste del più forte ( = la folla che
chiede la crocifissione di Gesù );
4) o al contrario, quando usiamo il nostro ruolo per imporci, pur non avendo ragione ( vedi educatori, datori di lavoro,
politici...);
5) quando pratichiamo la plageria, adeguandoci al giudizio dei più forti, o di chi ha il ruolo prestigioso, per essere giudicati
positivamente ed avere al seguito imitatori, tra i semplici;
6) quando umiliamo chi ci fa ombra, in pubblico, o, con la maldicenza, in privato, per accrescere il nostro potere e declassare
chi ci pone in seconda linea;
7) quando taciamo la "verità" su fatti e responsabilità personali o altrui per paura del giudizio critico che ce ne può derivare da
parte di gente importante. Ce la caviamo quindi con "Non sono fatti miei!"
Tali scelte, comportamenti, valutazioni, sono "colpevoli", abbisognano del perdono di Dio, perché quasi sempre offendono la
dignità altrui. In tali situazioni il Vangelo non fa sconti: chi fa male al fratello ferisce il Signore, fino a crocifiggerLo...
Dio, nella Sua bontà però ci offre il Sacramento della Confessione, nel quale attingiamo la Grazia perduta e torniamo nella
piena amicizia con LUI.
La Quaresima è il tempo opportuno per un buon esame di coscienza, che ci aiuti a riconoscerci sinceramente, come Dio ci
vede.
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